domenica 25 marzo 2007

Sidneysider






Oggi è domenica, piove. Solo ora riesco a raccogliere un po' di tempo per scrivere di questi miei primi momenti overseas. Il mio primo giorno a Sydney è stato incantevole. Perché incantevole è la città. In un solo aggettivo: brightness. E' una città smagliante. Calda, viva, intensa, un miscuglio di colori e di razze diverse. E' poliedrica, multirazziale, contemporanea. Arrivano stimoli da ogni parte (tranne che de dietro, anche se la comunità gay è notevole)...diciamo che qui stanno talmente avanti che ogni tanto è bene guardarsi alle spalle ;-). La cosa più bella da vivere è l'atmosfera: energica, positiva, attiva, travolgente, solare. Qui è tutto un fermento di sensazioni e di manifestazioni. Ti trascina. Sarà per la sua natura internazionale e cosmopolita. E la gente poi, è luminosa. Ti salutano, ti coinvolgono, entri in un bar da solo e ci resti per 5 minuti perché un attimo dopo c'è qualcuno pronto a sapere come va e ad offrirti da bere. Sono aperti, sono curiosi, è un atteggiamento di vita. Durante la mia prima gitarella a zonzo per la city, in compagnia della autoctona Kinna, abbiam passeggiato lungo Darling Harbour, il "lungo porto", una zona piena di locali (è lì che mi butterò per cercare lavoro credo). Da lì, quattro passi e si apre una vista che ti toglie il fiato, l'Harbour Bridge, il famoso ponte di 4 km che collega il centro con North Sydney. Imponente e spettacolare. Qui lo chiamano l'"attaccapanni", per la sua forma a stampella. Scattate foto infinite del bel pontone al tramonto, tocca all'Opera House. Che emosssssione amisci! Che splendori! Che architectura! Ed è proprio come fanno vedere in TV! Non siamo entrati per la visita, ma solo da fuori resti mezz'ora a guardarla. Anche perché poi ti butti a fare l'aperitivo più trendy, yeah, all'Opera Bar! Un posto molto cool, un po' troppo fighetto, ma rispecchia il relax edonista della città. Qui ridono, si divertono, se la prendono easy tutti quanti. Non faccio che dire "Nice to meet you" dalle persone che sto conoscendo, e sentirmi dire "take care", "take it easy", "feel fine", "enjoy". Se ti siedi un attimo per riposarti o prendere aria, ti chiedono se va tutto ok! Ho capito! Me so seduto un secondo! Ma che devo sta sempre a ride?!?!?!? Qui si. Comunque, per la cronaca, in questo fashion-oriented bar ho bevuto il mio primo e indimenticabile Syrah Australiano. Devo dire che mi ha fatto effetto (non avevo mangiato...). Morbido, rotondo in struttura, ma fresco e beverino in ingresso: seducente. Sissotto approved and ubriached.
Conclusa la giornata di foto e passeggiate, si è passati, nevvero, a desinar. Ma questo merita un capitolo a parte. He he he.

1 commento:

veronica ha detto...

Che dire..quando, stamattina, durante la colazione ho letto la poesia del giorno, di George Byron, non ho potuto non pensare a te, ad oggi un VIAGGIATORE..facile scoprire il perché:
"Il viaggio deve allinearsi con le più severe forme di ricerca. Certo ci sono altri modi per fare la conoscenza del mondo. Ma il viaggiatore è uno schiavo dei propri sensi; la sua presa su un fatto puo essere completa solamente quando è rafforzata dalla prova sensoriale; egli può conoscere davvero il mondo soltanto quando lo vede, lo sente e lo annusa".
Dimmi se non sei tu!!!

Veronica