Madame e monsieur, a voi, la, ciuena. E per iniziare alla grande questa avventura, dove mi porta la balda signorina? Ar Libanese. Ecco, a proposito di cucina internazionale e di sapori imprevedibili. "Oh Simoni, I love Thai-food, I love Libaneeeeese-food". E vabbè, daje, proviamo. Non mi sono mai tirato indietro a tavola, né ho mai fatto complimenti. Mi piace sperimentare, provare, assaporare, mischiare vecchi e nuovi sapori. Sono open-minded ai fornelli. Il Libanese? Che dire: speziale! Spezie a più non posso, la carne neanche la sentivo. Pollo, manzo, tacchino, agnello, so' tutti uguali al cospetto di sua maestà la spezia. In più, salse di ogni genere, da farci il bagno. Eppure, mi è piaciuto. Sarà che me magno pure i piatti quando c'ho fame, ma è stata una cena colorita. Non solo per i sapori forti, quanto per la compagnia. Quella sera ho conosciuto tutti gli amici di Kinna, era la cena di compleanno di una sua amica. Beh, eravamo in 20 a tavola e non c'era una, dico una, persona che provenisse dallo stesso Paese del mondo. Ecuador, Portogallo, Grecia, Macedonia, Argentina, Germania, più Siso. E' stata un'emozione. Se semo dati la punta in Libano. Ah, ho conosciuto anche la mamma e la sorella della mia amica. La sorella un po' barbie-style, però simpatica (Hi Simoniiii, nice to meet youuuu. Are you from Rome? I lllllooooovveeeee Rome!). Al solito, sembra un disco che gira su tutti quando ti conoscono. La mamma è tenera, mi ricorda tanto la mia Pinuzza. Anche perché lei sta vivendo la stessa cosa della mia mamy, nel senso che tra 2 settimane Kinna partirà per Londra e lavorerà lì per 2 anni. Abbiam fatto uno switch. Insomma, come è solito da queste parti, mi sono sentito a casa. Gentili, cordiali, interessati, socievoli, mi hanno coinvolto nel gruppo. Ma se sia superficiale questa ospitalità o più vera lo devo ancora vedere. Sta di fatto che sono stato benissimo. Anche dopo aver mangiato! Non sono corso al bagno!!! Yeah. Un suc...cesso, direi. E' bello parlare con persone così diverse da te. E' bello scoprire i loro pensieri, i loro modi di vivere, il modo in cui parlano, le loro storie, è uno scambio che non ha prezzo. Tranne al Libanese, mortacci loro...40 dollariiiiii! Ma n'se potevamo fa du' chiacchiere ar pubbetto? No, stasera era di MedioOriente. E' emozionante parlare una lingua con cui tutto il mondo riesce a capirsi. E' bello scambiare idee, visioni, punti di vista, opinioni. Qui di certo la mia curiosità e la mia sete di conoscenza sono appagate. E' una novità continua. E la canzone "Happy Birthday" in libanese quando è arrivata la torta, è stata la ciliegina. Più trash della tuta acetata dell'adidas. Il caffè, non ne parliamo. E il dolce: la torta la mangia solo la festeggiata! Ma che si usa così qua? Ma cribbio! Mi consenta, ma io? Una fetta con candelina solo a lei. Vabè, tanto di schifezze mi abbotto durante il dì. I piatti tipicamente australiani non esistono, tranne la carne di canguro che mi son comprato oggi: mi sa che la faccio "saltata" in padella...heheheh. Simpatia sisotto. Tra l'altro oggi è piombato anche il padrone fittizio di casa. Un pischelletto coreano (amico degli altri due coiniquilini?), simpaticissimo. Come si è presentato, un attimo dopo mi ha chiesto 450 $! 150 per la settimana e 300 di caparra. Simpatico, dicevo, anzi, un Thaj-o. Fottuto. Me stanno a partì un po' di soldi. Ma tanto qui ridono tutti, il lavoro si trova facile, vè?! "Simone, divertiti, enjoy, per il lavoro c'è tempo, pensa a rilassarti!" mi dicono i cosmopuliti amici (si, perché è una città veramente pulita, l'aria è buona. Ci pensano i coreani a bilanciare...al punto che viste le gesta, ho deciso, che da oggi saranno gli "Scoreani"...heheheh. Ce li chiamo sempre, e loro ridono. Che popolo di coglioni.).
About the weather, it rains all the time. Sono due giorni che è nuvolo e diluvia. E sono costretto a rimandare la mia "prima" a Bondi Beach. Speriamo domani ci sia il sole. ;-) Un bel po' di surf con SQUALO ATTACCA! Ti prende e ti mangia la camicia e la giacca! Giochi Preziosiiiii. Ok, s'è fatta N'orah Jones. Me ne vado a ninna. See ya.
lunedì 26 marzo 2007
domenica 25 marzo 2007
Sidneysider
Oggi è domenica, piove. Solo ora riesco a raccogliere un po' di tempo per scrivere di questi miei primi momenti overseas. Il mio primo giorno a Sydney è stato incantevole. Perché incantevole è la città. In un solo aggettivo: brightness. E' una città smagliante. Calda, viva, intensa, un miscuglio di colori e di razze diverse. E' poliedrica, multirazziale, contemporanea. Arrivano stimoli da ogni parte (tranne che de dietro, anche se la comunità gay è notevole)...diciamo che qui stanno talmente avanti che ogni tanto è bene guardarsi alle spalle ;-). La cosa più bella da vivere è l'atmosfera: energica, positiva, attiva, travolgente, solare. Qui è tutto un fermento di sensazioni e di manifestazioni. Ti trascina. Sarà per la sua natura internazionale e cosmopolita. E la gente poi, è luminosa. Ti salutano, ti coinvolgono, entri in un bar da solo e ci resti per 5 minuti perché un attimo dopo c'è qualcuno pronto a sapere come va e ad offrirti da bere. Sono aperti, sono curiosi, è un atteggiamento di vita. Durante la mia prima gitarella a zonzo per la city, in compagnia della autoctona Kinna, abbiam passeggiato lungo Darling Harbour, il "lungo porto", una zona piena di locali (è lì che mi butterò per cercare lavoro credo). Da lì, quattro passi e si apre una vista che ti toglie il fiato, l'Harbour Bridge, il famoso ponte di 4 km che collega il centro con North Sydney. Imponente e spettacolare. Qui lo chiamano l'"attaccapanni", per la sua forma a stampella. Scattate foto infinite del bel pontone al tramonto, tocca all'Opera House. Che emosssssione amisci! Che splendori! Che architectura! Ed è proprio come fanno vedere in TV! Non siamo entrati per la visita, ma solo da fuori resti mezz'ora a guardarla. Anche perché poi ti butti a fare l'aperitivo più trendy, yeah, all'Opera Bar! Un posto molto cool, un po' troppo fighetto, ma rispecchia il relax edonista della città. Qui ridono, si divertono, se la prendono easy tutti quanti. Non faccio che dire "Nice to meet you" dalle persone che sto conoscendo, e sentirmi dire "take care", "take it easy", "feel fine", "enjoy". Se ti siedi un attimo per riposarti o prendere aria, ti chiedono se va tutto ok! Ho capito! Me so seduto un secondo! Ma che devo sta sempre a ride?!?!?!? Qui si. Comunque, per la cronaca, in questo fashion-oriented bar ho bevuto il mio primo e indimenticabile Syrah Australiano. Devo dire che mi ha fatto effetto (non avevo mangiato...). Morbido, rotondo in struttura, ma fresco e beverino in ingresso: seducente. Sissotto approved and ubriached.
Conclusa la giornata di foto e passeggiate, si è passati, nevvero, a desinar. Ma questo merita un capitolo a parte. He he he.
Cosciotti di pollo alla Trasteverina
E' il 21 Marzo 2007. Dopo i saluti accorati con mamma, papà e il fido Mirko, prendo l'aereo che mi porterà in Australia. Ad esattamnete 4 ore di volo, arriva il menu della Thai.
Un'esaltazione di riso, soriso, me viè da ride, tutti cibi speziati, cucina thailandese (ovvio), carni e vegetali a pioggia. Ma ad un certo punto, arriva la vera novità culinaria dell'anno, un esempio supremo di alta cucina (se non altro perché eravamo a 37.000 piedi): I cosciotti di pollo alla trasteverina. Sconcertato ma divertito, gentilmente, mi sono chiesto:"Macheccazzonesannoithailandesideicosciottidipolloallatrasteverina"? E soprattutto, esiste una salsa trasteverina? Che è? Com'è fatta? La loro internazionale interpretazione è stata una salsetta marronognola, cremosa per non dire languida, dal sapore buono però (la fame è sempre il miglior condimento...). Cmq, in volo ho mangiato altre 4 volte, mi sono fermato due ore a Bangkok, il tempo di rifare la salsetta cremosa io, e via alla volta di Sydney! In 20 ore di volo ho visto due volte l'alba e due volte il tramonto, mi sono addirittura chiesto se stessi andando in paradiso. Sta di fatto che sono riuscito a vedere qualcosa di meraviglioso, ovvero la linea che divide la notte dal giorno. E' stata una vera emozione. Ho fatto anche delle foto, spero rendano.
Arrivo a Sydney alle ore 9.15 pm, ora locale. Fa un caldo bestiale, umidità da schiumetta nel cavallo dei jeans, ma tutto ok. Mi accoglie a braccia aperte la mia amica Karolina, detta Kinna. Saluti, abbracci e sono a casa. Un bell'appartamentino da dividere in sei: 3 italiani e 2 coreani scoreggioni (uno mi si è presentato e mentre mi stringeva la mano gli è scoppiato un peto, sembrava uno di quegli orsetti della GIG che se pigi il pancino fanno qualcosa, e questo l'ha fatta! Incredibile amici!). Cmq, mi butto a letto, dormo fino al pomeriggio seguente e scopro che casa ha un ampio giardino con piscina. Niente niente male. Durante la mia prima sera a Sydney ho già imparato una cosa. La calma. E' una megalopoli calma. E per ora trasmette energia positiva. Take it easy mate! ;-)
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