giovedì 12 aprile 2007

Goodbye Kinna


Venerdì 6/4/2007



Venerdì scorso è partita Kinna. Al secolo, Karolina Struminikovski.
E’ partita a 28 anni per Londra. Da sola. Ha mollato lavoro, famiglia, amici.
Starà a Londra per almeno due anni, a lavorare per una società finanziaria che la porterà in giro per tutta l’Europa. Era quello che voleva.
A settembre forse sarà anche a Roma.

Kinna è una ragazza con le palle. Ma grosse.
E’ una persona molto razionale, realista, disincantata.
Ha costruito un muro protettivo davanti a sé, che la protegge.
L’ho conosciuta quest’estate a Mikonos. In un locale, alle 8.30 del mattino.
Gli ho chiesto un accendino e da lì ha preso fuoco una bellissima amicizia.
Durante questi mesi, prima del mio arrivo in Australia, ci siamo sentiti molto via msn.
Ma qui l'ho conosciuta meglio, non in senso biblico.

Siamo due persone opposte, nell’approccio alla vita e nelle culture.
Eppure da questo è nato uno scambio infinito. Un arricchimento continuo.
E’ una persona con cui ho parlato davvero di tutto.
Dalle differenze tra le culture e le persone italiane e australiane, alle teorie sul mondo, alla credenza o meno in Dio.
Dalla politica all’economia, dal serio al faceto, dalle alpi alle piramidi, dal manzanarre al reno, di quel seguro il fulmine tenea dietro al baleno.
Gira sul ceppo acceso lo spiedo scoppiettando, sta il cacciator fischiando…
...ah no, questa è un'altra poesia, sorry.

La mia emotività e la sua razionalità si sono compensate. Due caratteri molto diversi, ma in sintonia, mai in contrasto. Forse perché all’esterno le persone possono essere agli antipodi, ma dentro, al contrario, molto simili. E io l’ho sentita simile a me nelle intenzioni, nella voglia di non fermarsi, di scoprire, di vedere, di non accontentarsi di un cazzo di lavoro che ti assume per limitarti. Per ostacolarti e mantenerti nello status quo.
L’ho sentita simile nelle aspirazioni, nel coraggio, nel desiderio dell’esperienza, nella curiosità, nell'andare a vedere che c’è, come si vive e come si pensa dall’altra parte del mondo.
Nel vedere il pianeta reale, non tramite internet stando 10 ore al giorno davanti ad un computer. Nella straripante voglia di viaggiare non solo per ferie.
(Tra parentesi, qui le aziende danno 4 settimane pagate di ferie, in più puoi prendertene altre 4, non pagate. Ma puoi prendertele. Perché le ferie non sono concepite come fancazzismo, ma come investimento. Eh già, qui le aziende investono nelle persone. Strano per l’Italia èh?! Sembra una parolaccia “investire nelle persone, nei giovani”. Fanno continui corsi di aggiornamento. Chiedono ai dipendenti quali siano i loro interessi, i loro obiettivi, e li aiutano pagandogli corsi di formazione, anche all’estero se necessario. C’è il riconoscimento del valore dell’individuo, del capitale umano. Il vero valore di un’azienda. Ma in italia, e non è per sputare nel piatto dove ho mangiato, si guarda a breve termine. Alla spesuccia del giorno. A far tornare i conti, ma non i signori. Si guarda al piccolo budget del giorno per giorno. Si investono 5 euro di benzina invece di fare il pieno. C’è miopia. C’è incapacità di guardare lontano. Non c’è tempo per l’attesa. Investimento e risultato immediato. Se non si possono vedere subito i risultati di corsa, allora non si investe nemmeno. Ma parlo di investimento nelle persone, ovviamente. Nei giovani. In quei giovani come me intrappolati in un sistema da cui per uscire si devono fare scelte drastiche, solo per la voglia di crescere e migliorare, e tornare un giorno più grandi e con tante esperienze da mettere a disposizione.
No, non è una critica. E’ la realtà, vissuta sulla pelle. La mia.
Kinna è un altro discorso.
Tutto questo tra parentesi, in silenzio, col sorriso di circostanza, e i denti stretti per non far vedere l’amaro dentro, come è solito comportarsi in ambienti di lavoro connazionali).

Ma torno a parlare di Kinna.
E’ stata straordinaria con me. E la ringrazio anche adesso. Mi ha aiutato ad ambientarmi, ha cercato sempre di mettermi a mio agio. E’ stato facile inserirsi nel suo gruppo, ma qui ammetto che c'ho messo anche del mio…heheheheh, al solito.
Mi ha fatto conoscere l’altra Sydney, quella non turistica. Mi ha aperto le porte della sua famiglia, che ora è come una seconda famiglia qui in Australia per me.
La mamma, Liljian, mi invita praticamente ogni settimana a cena. La sorella, Venera, ha due figli troppo divertenti. Jordan, che è un peperino simpaticone con cui me tajo ogni volta, e Angelina, la più piccola, uno scriccioletto da sbaciucchiare in continuazione. Con il marito, John, parlo di sport. E’ una famiglia macedone ortodossa, ma le differenze tra le culture non esistono quando c’è la consapevolezza e la gentilezza d’animo. Anzi è così divertente scorpire le affinità e le superficiali distanze. E’ una famiglia sana, a cui voglio bene. Mi fanno sentire a casa. Anche perché la mamma sta messa come mia mamma, col figlio/a dall’altra parte. E allora mi dice di chiamarla “Zia Liljan”, heheheh. E me fà certe cene. Cibo prettamente macedone, spesso non capisco cosa sia, ma cucina veramente bene. E poi a me me piace tutto. Non sono certo il tipo che fa complimenti o si schifa a sperimentare nuovi sapori. Al contrario, mi dà proprio gusto, specialmente quando è cucinato bene.

Insomma, Kinna è partita, e mi dispiace non poco.
Sono però sicuro che sarà un’amicizia di quelle destinate e durare.
Le auguro di trovare la sua serenità e la sua felicità. L’equilibrio.
Per placare quel senso di insoddisfazione e di incompletezza che domina l’animo umano.
Credo che stiamo affrontando, in posti diversi, lo stesso viaggio.

E allora Kinna, take it easy. No worries.
Goodbye.

5 commenti:

Silvia ha detto...

Non so se Kinna leggerà il tuo post...beh, ovviamente io l'ho fatto... e morirei perché un giorno un amico parlasse così di me, Simo...ti ha lasciato tanto e l'ha fatto sicuramente perché ha trovato in te il terreno fertile...
...grande siso...sempre il migliore...se ne accorgono tutti prima o poi!!!

Pina ha detto...

quando ho letto questo articolo mi sono sentita al settimo cielo ...
...orgogliosa di te!. Non che prima non lo fossi, perchè so quanto vali.
Ma sono quelle parole, e ci siamo capiti quali, espresse con una tale rabbia che mi hanno fatto percepire che stai finalmente discernendo il buono dal giusto. CONTINUA COSI' SE CI CREDI STAI LAVORANDO PER UN MONDO MIGLIORE! Dove non dovrà esserci più carità verso l'uomo. Ma il rispetto della dignità dell'uomo. TUTTOOKSISO !

Bea ha detto...

Semplicemente...questo è il Siso che conosco. Tvb Bea

Bea ha detto...

Sisoooooooo che bello sentirti!ma è il tuo numero quello del messaggio?posso scriverti?che bellooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!

Emanuele ha detto...

grande siso!a forza di mangiare e bere cosi tornerai che sembrerai un vero hooligan...dimenticavo...mi raccomando con le cangu-rotte...un bacio mirko.