lunedì 16 luglio 2007

Al momento sarei un po' busy, richiama quando sono completely on.

E' una ventina di giorni che sto lavorando praticamente su ogni cliente dell'agenzia. Che stress! Ma che dico, che bello! Ho la testa che schizza da un brief ad un altro in leggiadria. Farfalle cerebrali. Il cervello pulsa vitalità. Nel frattempo la vita prosegue sempre a ritmi sostenuti e divertiti, nel weekend. In questo periodo quando torno a casa la sera nei giorni lavorativi, o scattano i noodles, oppure mi cullo cucinandomi un po' di prelibatezze e di invezioni. Mi sento il Giovanni Soldini dei fornelli. Ieri, per esempio, ho fatto bocconcini di pollo in spezie italiane, saltati in note di paprika. I koreani hanno smesso de magnà il loro e si sono messi con me a mangiare questi "bocconchickens" (li ho chiamati cosi'). Poi dopo cena, dato che fuori è ancora un po' freschetto ma si sta bene, sono solito, n'è vero, mettermi in veranda a leggere Bill Bryson e il suo "Downunder". E' emozionante trovare nelle sue parole corrispondenze con luoghi, fatti, situazioni, persone che sto vivendo e incontrando. Ha ragione, l'Australia è davvero un paese interessante sotto innumerevoli punti di vista. Ma per quanto interessante sia anche la lettura, dopo tot pagine, mi abbiocco sistematicamente. Si', sono un po' busy al lavoro. Avrei tante storie e aneddoti da raccontare, ma aspetto nuove ispirazioni e un po' più di tempo a disposizione per trasformarli in immagini sulle pagine di questo mio diario (bella zio, sei un poeta...). Indi, rimando l'appuntamento con la scribata degli eventi a quando sarò completely on (per chi non ne fosse a conoscenza, la frase del titolo è deliberatamente tratta da un soggettone di milano che, quando ero ancora nella mia vecchia agenzia, rispose con quelle testuali parole ad una delle nostre account). Ma perché? Io mi chiedo perché? Perché far finta di saper usare l'inglese in contesti dove non c'entra una mazza? Perché esiste l'accountese come lingua? Perché la pubblicità in Italia non usa parole italiane? Oppure scegli, o tutto inglese, o tutto italiano. I truly non capisco why the pubblicità in Italy deve essere so complicated. Take it facile, ragazzi. Anyway, it's unuseful che insisto. Tanto only from abroad si possono understand i real problems del nostro sistema di communication. And this appena descritto it's only uno dei più superficial. Ma not meno degno di attention. Vabè, now I'm going back to leggere Bill Bryson, 'che è meglio!'. Like Puffo Foureyes è solito say.

4 commenti:

Pina ha detto...

CIAO SISO
TI VOGLIO TANTO BENE, ORA MI MANCHERAI TANTO E SAI PERCHE'? DOMANI MERCOLEDI 18.07 VADO A PERTY CON NONNO E LI' NON AVRO' IL COMPUTER PER LEGGERE SUL TUO BLOG. E'L'ULTIMA DOLCEZZA DELLA SERA CHE FACEVO PRIMA DI ANDARE A DORMIRE: MI DAVA TANTA SERENITA'.ANCHE SE NON AGGIORNATO COME AI PRIMI TEMPI, ANDAVO A LEGGERE E RILEGGERE I TUOI ARTICOLI PRECEDENTI E POI I COMMENTI E SENZA ACCORGERMI TALVOLTE FACEVO LE 2 DI NOTTE.
TI TELEFONERO' PIU' SPESSO, E...CHISSA' FORSE TROVERO'IL MODO DI LEGGERTI ANCHE DA LI', SPERDUTA IN MEZZO AI MONTI.
TI ABBRACCIO FORTE FORTE SISO
CON AMORE MAMMA

sveva ha detto...

Me la ricordavo questa frase... suonava familiare, ed infatti ce lo confermi...
vabè, diciamo che c'è di peggio:

"E' un obiettivo challenging, ma anche achievable. Gli obiettivi devono essere
un po' stretching."

testuali parole.

L'AustraloSisotto ha detto...

Che unhappiness. Svevi' ma come si fa ad andare forward cosi'. M'hanno detto che adesso a milano/roma tra i pubblicitari c'e' la nuova moda dell' "unhappy hour". Me tocca torna' to re-put the things at the right place.
But now non mi goes.

sveva ha detto...

oddio...l'unhappy hour proprio no!!!! qui c'è di mezzo emperor coscione me sa... please siso, do qualcosa! anche da far away puoi put le cose in better.
at this proposito: lo vogliamo update sto blog or not?
saluti and kisses to the pupi.